Categorie: Fintech

Nell’ultimo decennio, il digitale è diventato un vero e proprio pilastro dell’ecosistema finanziario e assicurativo, determinando la costante crescita del fenomeno fintech in Italia. Secondo le ultime rilevazioni, risalenti al periodo precedente la pandemia, non solo il 33% degli italiani aveva utilizzato almeno un servizio fintech o insurtech, ma si dichiarava soddisfatto. Il fenomeno fintech in Italia sta segnando una vera e propria rivoluzione in un mercato che per molto tempo ha investito poco in innovazione: l’ingresso di nuovi player sul mercato, “supportati” da una normativa aperta all’innovazione (PSD2), da nuovi modelli di business, tecnologie agili e customer experience ottimizzate, ha determinato un forte progresso, sviluppando nuove dinamiche e rapporti – spesso di collaborazione – nei confronti degli incumbent. Oggi, il clima di incertezza connesso alla pandemia potrebbe nascondere delle opportunità: il digitale sta, infatti, acquisendo più rilevanza nelle dinamiche dei privati e delle organizzazioni, e questo si riflette anche sui servizi finanziari, che grazie all’impiego di tecnologie innovative possono portare semplificazione, favorire l’inclusione e creare nuove catene del valore.

 

Fintech in Italia: cosa attendersi dal prossimo futuro

Il fintech in Italia è una certezza, ma non è un settore privo di sfide. Queste riguardano la sicurezza, l’impiego efficiente delle nuove tecnologie e lo sviluppo di modelli di business basati sulla valorizzazione/monetizzazione dei dati, stando sempre attenti alla compliance normativa, la cui centralità ha dato origine a un filone di soluzioni tecnologiche note come RegTech. Di seguito, alcuni trend e sfide che ci accompagneranno nel 2021.

  • Costante ascesa delle tecnologie innovative

    Semplificando, fintech è la rivoluzione digitale del settore finanziario. È il digitale che abilita i nuovi modelli su cui si regge il business, e come tale l’innovazione deve essere costante e continua. Big Data e AI devono far parte del vocabolario di ogni fintech, poiché da qui nasce la trasformazione dell’industry. L’utilizzo di AI e Machine Learning è già pervasivo in quest’ambito: prevenzione delle frodi, Robo Advisor, Virtual Customer Assistant, valutazione smart del rischio di credito mediante modelli predittivi, miglioramento dei processi tramite RPA (Robotic Process Automation) e molte altre fattispecie possono sfruttare appieno i benefici dell’analisi dei dati e degli algoritmi di AI. Nel 2021, questo trend non potrà che accelerare.
  • Open Banking e nuovi modelli di business

    Grazie al modello di Open Banking e a piattaforme PaaS (Platform as a service) dedicate agli operatori finanziari, le fintech possono far crescere il proprio business e sviluppare modelli innovativi integrando nuovi servizi nella loro offerta o permettendo ad altri di integrare i propri, in particolare ad altre fintech o agli incumbent del mercato, generalmente le banche. È da qui che nasce il paradigma banking as-a-service.
  • Nuovi prodotti e servizi: il ruolo del cloud

    Estendendo l’osservazione a tutto il mercato finanziario (quindi non solo fintech), è palese che il (lungo) cammino verso il cloud da parte di banche e operatori tradizionali proseguirà anche durante il 2021. La maggior parte di loro ha già realizzato gli enormi benefici di un cloud journey in piena regola e comprendente anche i sistemi core, ma la normativa stringente alla base del settore (unita a una certa iniziale “diffidenza”, ormai superata) ha rallentato non poco il percorso negli ultimi anni. Abbracciare il cloud significa ridurre i costi, usufruire di tecnologie innovative, della scalabilità, abbandonare l’approccio monolitico delle applicazioni per passare a uno agile e modulare, accelerare il time to market e, soprattutto, migliorare l’esperienza dei clienti con nuovi prodotti e servizi. Così come lo è oggi, il cloud sarà un trend di spicco anche domani.

  • Nuove minacce di sicurezza

    Garantire la sicurezza e la protezione dei dati resta la sfida numero 1 del fintech in Italia (e non solo) e, più in generale, di tutto l’ecosistema finanziario, che è costantemente minacciato dal cybercrime. Frodi finanziarie basate su malware sempre più sofisticati, una crescita smisurata degli attacchi BEC (Business e-mail Compromise, che rientrano nel Social Engineering) e la noncuranza di norme di precauzione sono di fatto i pericoli maggiori. Agli occhi dell’end-user, fintech parte con un piccolo svantaggio a livello di fiducia rispetto agli operatori finanziari tradizionali, ma l’impiego di tecnologie di data encryption, autenticazione biometrica, analisi comportamentale e un vero e proprio arsenale di strumenti di difesa possono garantire estrema solidità.
  • Sfruttare al massimo la blockchain

    Blockchain è sia una sfida che un trend: superata la (sola) associazione con le criptovalute, può rivelarsi centrale in svariate applicazioni, compresa la sicurezza del settore finanziario. Sfruttando accuratamente le potenzialità di blockchain, è possibile garantire trasparenza e resilienza alle transazioni e ai propri servizi, su cui costruire il proprio futuro.

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