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Quali sono gli step indispensabili per migrare con successo e in tutta sicurezza da SAP ECC a SAP S/4 HANA? Verrebbe da dire che il primo, indispensabile passo – visto soprattutto l'orizzonte sempre più vicino del 2025, quando cesserà il servizio di supporto agli ERP di vecchia generazione – è quello di non rimandare più la pianificazione di ciò che sarà un vero e proprio salto quantico per l'azienda. Detto questo, c'è tutta una serie di passaggi e controlli dai quali non si può prescindere se si intende portare a termine l'operazione nel modo più indolore possibile per l'organizzazione e per il business. Se ne possono indicare, in generale, sei. Vediamo quali sono.

 

1. Studiare il parco applicativo e le funzionalità della piattaforma ECC: l'assessment

Prima di ogni altra cosa bisogna sapere di cosa si sta parlando: molte aziende – e intendiamo in questo specifico caso anche i responsabili IT – non sono consapevoli del parco applicativo di cui dispongono. Non solo in termini di puro censimento delle licenze software acquistate, ma anche del loro effettivo utilizzo o stato di abbandono. Inoltre, quali di queste applicazioni sono effettivamente indispensabili per il business? Quali rischiano di essere obsolete? Quali, soprattutto, sono compatibili con i servizi attivabili grazie a S/4 Hana? Rispondere a queste domande significa non solo rendere più efficacie il passaggio alla nuova piattaforma, ma anche evitare futuri disservizi derivanti da problemi di comunicazione tra le soluzioni legacy e il nuovo gestionale man mano che se ne espandono le funzionalità.

 

2. Esplorare i processi aziendali per tracciarne il percorso evolutivo con S/4 Hana

S/4 Hana non è semplicemente un ERP più complesso e performante: rappresenta per le imprese l'opportunità concreta di cominciare gestire il business e le risorse in modo completamente nuovo, sfruttando la logica data-driven e modificando i processi per ottenere la massima efficienza possibile. In quest'ottica, è meglio iniziare a esplorare i meccanismi aziendali, i ruoli, i task, i compartimenti in cui è strutturata l'organizzazione per ipotizzare il modo in cui S/4 potrà aiutare il top management a reingegnerizzarli, tracciando un percorso evolutivo che andrà poi convalidato tappa per tappa a migrazione effettuata.

 

3. Scegliere tra un approccio greenfield e un approccio brownfield

Arriva a questo punto il primo grande bivio: dopo aver valutato con attenzione cosa va salvato, cosa va cambiato e cosa va invece buttato, bisogna capire se conviene scegliere per la migrazione a S/4 Hana un approccio greenfield oppure un approccio brownfield. Sostanzialmente, il primo consiste nel creare un ambiente ex novo, appositamente progettato per le esigenze dell'impresa in funzione della nuova piattaforma. Come facilmente intuibile, il vantaggio risiede nel fatto che si riduce a zero il rischio di incompatibilità tra architettura e parco applicativo. Lo scotto da pagare è la perdita dei dati fino a quel momento raccolti ed elaborati. Con un approccio brownfield, invece, si prova a traghettare su S/4 Hana tutto ciò che viene valutato ancora utile – o indispensabile – nel nuovo ambiente, lavorando con cura per costruire connettori e traduttori in grado di garantire la continuità di business anche con la stratificazione dei software e dei dati.

 

4. Valutare il peso del cloud nell'allocazione di risorse e applicazioni

Che SAP S/4 Hana dia il meglio di sé via cloud è assodato. Ma questa assunzione deve fare i conti anche con gli eventuali investimenti in tecnologia sostenuti dall'azienda e non ancora completamente ammortizzati. Dunque, come inserire al meglio la strategia on-demand e cloud-driven nella nuova strategia data-driven introdotta da SAP S/4 Hana? Quali carichi di lavoro, quali applicazioni, quali dati possono essere spostati fin da subito sulla nuvola e quali invece è sono da migrare in un secondo step? È evidente a questo punto che si richiede anche lo studio di una strategia per l'hybrid cloud e il mondo multi-cloud. Soprattutto perché i Cloud provider con una strategia ed un’offerta realmente multi-cloud sono in grado di gestire anche il tema delle infrastrutture esistenti in azienda ed i servizi di gestione delle applicazioni (anche non-SAP) critiche integrate strettamente con SAP.

 

5. Coinvolgere gli utenti finali nella scelta degli strumenti e nel design delle interfacce

Anche la migrazione perfetta non sortirà mai i risultati attesi se non si coinvolge la popolazione aziendale nelle scelte e soprattutto nel rilascio delle nuove soluzioni. Occorrono quindi piani specifici di formazione e, ancor di più, progetti di change management che illustrino agli utenti finali i vantaggi concreti nell'adozione di SAP S/4 Hana e che li accompagnino nella delicata fase di transizione.

 

6. Iniziare in piccolo pensando in grande

Non è necessario fare tutto e subito. Si possono creare ambienti di test per mettere alla prova le funzionalità offerte da S/4, assegnando task specifici per progetti ad alto tasso di innovazione in aree aziendali peculiari. Una volta rilasciate le soluzioni e toccato con mano il vantaggio competitivo che generano in funzione di determinati KPI, mantenendo la barra sugli obiettivi strategici prefissati si può estendere la sperimentazione ad altri dipartimenti, allargando a macchia d'olio l'influsso benefico che la nuova piattaforma ha sul business.

WIIT - Infografica - Tutte le prossime evoluzioni della piattaforma SAP