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Avete già pensato a una roadmap affidabile in vista del 2025, quando SAP cesserà le attività di supporto per i sistemi ERP diversi da S/4 Hana? Come tutti gli addetti ai lavori ormai sanno, lo switch off dei servizi di aggiornamento per le piattaforme gestionali come ECC comporterà una scelta obbligatoria per le imprese, che nell'ottica di mantenere gli standard di sicurezza e di efficienza dei processi di business dovranno migrare a S/4 o passare alle soluzioni di altri vendor. Una trasformazione radicale, che necessita di una pianificazione accurata. È dunque adesso il momento di iniziare a elaborare un piano d'azione per adeguare l'architettura IT – e più in generale l'organizzazione – a quello che in ogni caso si rivelerà un cambiamento dirompente. Che il management decida o meno di continuare a fare leva sulla piattaforma dello specialista della business intelligence, infatti, l'impresa si troverà comunque di fronte a un salto non indifferente. Sia sul piano tecnologico, sia su quello dei modelli di approvvigionamento del parco applicativo, sia soprattutto su quello della cultura aziendale. Il motivo è molto semplice: business e operations dipendono sempre più dalle soluzioni digitali e dall'analisi dei dati generati da processi e interazioni. E la nuova generazione di gestionali – a cui S/4 Hana ha dato il la – è stata espressamente sviluppata per enfatizzare questo scambio e semplificare il modo in cui l'ecosistema raccoglierà, elaborerà e condividerà i dati provenienti da tutti i touch point. Inclusi quelli ancora da attivare.

 

Roadmap SAP: verso la data-driven company

Una logica disruptive, per certi versi pienamente assimilabile solo nel momento in cui i nuovi sistemi saranno operativi. Tuttavia, chi ha già avuto modo di sperimentare l'approccio di SAP all'ERP sa bene quanto la possibilità di trasformare l'organizzazione in una data-driven company – con l'obiettivo finale di farla evolvere in una smart enterprise – ha a che fare essenzialmente con la facoltà di accedere a informazioni qualificate e aggiornate. È elaborando queste informazioni che si riescono a ottenere insight utili ad automatizzare le operazioni ripetitive e a basso valore aggiunto per allocare meglio le risorse in funzione degli obiettivi di business.

In questo senso, le fonti di dati sono destinate ad aumentare in modo esponenziale, e le analisi di processo diverranno sempre più raffinate e precise, con capacità predittive strabilianti. C'è però uno scotto da pagare: da una parte l'Internet of Things (con la mole straordinaria di input provenienti dagli oggetti connessi), dall'altra la continua dematerializzazione dei task (con la necessità di tenere traccia di ciascuna variazione all'interno della catena del valore) concorreranno a rendere sempre più complessa la visione d'insieme non solo dei processi aziendali, ma anche dei carichi di lavoro informatici. Anche perché la funzionalità di entrambe le categorie di attività – per non parlare della sicurezza – dovrà essere garantita fuori e dentro il Cloud, oltre che in ambienti ibridi.

 

Un cambio radicale di paradigma per l'ERP, e non solo

Ed è questo forse l'elemento di maggiore discontinuità rispetto alla situazione attuale: gli ERP di vecchia generazione faranno sempre più fatica a tenere il passo dell'innovazione di business e a catalizzare su un unico punto di attenzione gli enormi volumi di informazioni che ne descrivono esigenze e finalità.

Per gli utenti SAP i prossimi mesi saranno cruciali per scegliere se migrare a S/4 Hana oppure indirizzarsi verso le soluzioni ERP di altri vendor. Ma qualunque opzione sia messa al vaglio, i decisori dovranno tenere conto dell'inevitabilità di un cambio radicale di paradigma: nell'elaborare la roadmap che porterà all'adozione dei nuovi sistemi, quello del 2025 diventa così un orizzonte che traccia una linea di demarcazione tra il vecchio modo di concepire l'azienda e l'approccio data-driven. Scegliere con oculatezza significa prima di ogni altra cosa pianificare accuratamente quali workload sono strategici per il business, quali task hanno la precedenza nel processo di digitalizzazione, quali asset possono essere valorizzati attraverso l'analisi dei dati. Diventa poi necessario un assessment che coinvolga l'intero parco applicativo e che verifichi puntualmente la compatibilità dei software in uso (comprese le customizzazioni e le piattaforme legacy) con il nuovo ERP. Questo sia nell'ottica di preservare la continuità di business durante e dopo la migrazione, sia per valutare la Cloud-readiness dell'azienda e, in caso di ritardi su aree specifiche o lungo l'intera organizzazione, avviare azioni mirate per metterla al passo.

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