Categorie: Trasformazione Digitale

Sempre più stratega e sempre meno tecnico. È questo il ritratto sintetico che emerge del CFO (Chief Financial Officer) odierno alle prese con la Digital Transformation. Tant’è vero che è stata coniata la definizione di “Augmented CFO”, parafrasando la tecnologia della realtà aumentata e la sua capacità di ampliare la percezione. Nel caso del direttore finanziario si tratta di un incremento di competenze digitali che vanno ad aggiungersi a quelle tradizionali di analisi, controllo e reporting.

Ma i CFO sono pronti a raccogliere la sfida del nuovo ruolo che sono chiamati a interpretare a fianco degli altri C-Level?

 

Digital, dati, rischi, stakeholder

Uno studio di Ernst & Young, pubblicato qualche anno fa, ha interpellato 769 Finance Leader di tutto il mondo che si sono espressi su quattro voci ritenute “sensibili” alla mutazione: digital, dati, rischi e rapporto con gli stakeholder. Più della metà degli intervistati ha manifestato l’intenzione di volere approfondire soprattutto i due primi concetti-chiave, ammettendo tuttavia una conoscenza lacunosa su Big Data e Advanced Analytics. Concetti che non esauriscono, ovviamente, la vasta gamma di novità che la digitalizzazione sta introducendo nella vita di ognuno e in particolare nella struttura delle imprese. Basti pensare, a titolo d’esempio, all’importanza crescente dell’intelligenza artificiale e dell’Internet of Things (IoT). Per il CFO, comunque, tutto questo si traduce in un cambiamento su tre fronti:

  • le attività inerenti alla sua specifica mansione,
  • la funzione Finance nel suo complesso,
  • la relazione con le altre Business Unit.

 

Digital CFO: come cambiano le sue attività 

L’impatto della trasformazione digitale sull’area finance può essere pervasivo, al punto da trasformarne il responsabile in un digital CFO. Se prima le aree fondanti della sua attività erano amministrazione, controllo di gestione, tesoreria e pianificazione finanziaria, adesso deve anche:

  • misurare e monitorare le performance di business,
  • trovare soluzioni per il saving aziendale,
  • gestire la mitigazione dei rischi,
  • favorire l’integrazione delle informazioni in azienda.  

Nell’insieme, il digital CFO registra un upgrade di managerialità da cui discende la capacità di condividere la strategia con il top management. Avendo presente che tale dilatazione del raggio d’azione non va a sostituire i suoi compiti tipici, ma li pone sotto una luce diversa.

A supporto della necessità di questa trasformazione delle competenze, il digital CFO deve disporre di strumenti nuovi a supporto che permettano di “scaricare a terra” la strategia. La cosa è possibile grazie a sistemi di Business intelligence di nuova concezione (BI) che consentono un’aggregazione immediata tra dati contabili e di bilancio con altri provenienti da fonti di natura non finanziaria. Un patrimonio di conoscenza reso fruibile nel cosiddetto “cruscotto delle prestazioni” con il quale la BI trasforma visivamente gli obiettivi e gli indicatori KPI (Key Performance Indicator) in valore di business. 

 

Cos’è la finance transformation nell’epoca digitale 

Il profondo cambiamento che sta investendo il ruolo e le attività del CFO è il rifesso della trasformazione dell’intera funzione. Cos’è quindi la finance transformation?  

Finance transformation è l’evoluzione, il ridisegno della funzione finance abilitata dalla valorizzazione dei dati e della potenza delle piattaforme digitali. Un’evoluzione che può senz’altro avere dei riflessi positivi in chiave di efficienza dei processi, ma che va anche in profondità e trasforma la percezione e il ruolo della funzione. Non dimentichiamo, infatti, che per decenni l’area finance ha sviluppato strategie e adottato strumenti rivolti all’efficientamento; oggi, l’adozione di tecnologie quali l’Intelligenza Artificiale, il cloud e l’automazione permette al CFO di fornire a tutti gli stakeholder aziendali insight capaci di guidare le decisioni strategiche, in forma rigorosamente data-driven.  

Nell’indagine riportata sopra, infatti, uno dei temi era il legame tra digitalizzazione e stakeholder. Un legame in cui gioca un ruolo determinante il governo della compliance, oltre che gli elementi etici, di impatto ambientale, di Social Responsibility. E non solo se la società è quotata in borsa e quindi ciascuno degli aspetti elencati prima ne determinano l’andamento sui listini. Pure le aziende non quotate devono tener conto di Reputation e Customer Experience quali fattori che influiscono, positivamente o negativamente, su fatturato e redditività. Motivo per il quale anche il CFO, nella sua nuova veste strategica, non può prescinderne.

Gli ERP, i database, i CRM, i gestionali classici suddivisi un tempo per Business Unit vengono convogliati in workflow compatibili che condividono i medesimi dati ai quali poter attingere in ogni momento, grazie anche alla loro allocazione sempre più diffusa negli ambienti cloud (pubblici, privati e ibridi). 

 

Collaborazione e comunicazione

L’abbattimento dei silos tra dipartimenti aziendali non riguarda soltanto la condivisione di documenti. Si realizza parimenti nelle app di collaborazione e comunicazione che la Digital Transformation ha reso abituali all’interno delle organizzazioni.

La velocizzazione degli scambi tra reparti, in cui i referenti del marketing o della logistica possono interloquire più facilmente con il Finance, rappresenta oggi un vantaggio per l’acquisizione di informazioni da parte del CFO. Affinché la sua visione su tutta l’impresa sia organica e completa, in virtù di un potenziamento che ricorda, appunto, la dinamica della realtà aumentata. Ma una visione senza strumenti in grado di sintetizzare i dati e di ricavarne tendenze per il futuro, traducibili in percentuali di rischio e valore, sarebbe poco efficace. È qui che entra in campo la Business Intelligence, facendo in modo che la visione si converta in pianificazione strategica e quindi execution.

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