L’object storage, o storage a oggetti, si sta affermando come nuovo paradigma dell’archiviazione enterprise. La chiave tecnologica è che i dati non vengono più gestiti secondo logiche gerarchiche, ma come entità autonome, indicizzate e accessibili in modalità distribuita. La crescita non lineare delle informazioni destrutturate, l’evoluzione degli ecosistemi applicativi e l’adozione di modelli cloud-centrici richiedono architetture capaci di garantire scalabilità, presidio e governance senza vincoli infrastrutturali.
Per tutte le organizzazioni oggi la priorità non è più soltanto espandere la capacità, ma costruire una base informativa resiliente, verificabile e indipendente, capace di sostenere ecosistemi data-driven e requisiti di sovranità digitale, grazie ad architetture pensate per scalare senza perdere il controllo. In questo contesto, l’object storage emerge come infrastruttura che garantisce continuità, sicurezza e presidio dei dati in ambienti sempre più ibridi e ad alta intensità informativa.
L’intelligenza distribuita entra in questo scenario come principio architetturale che sposta la logica della protezione e della resilienza dal singolo data center a una rete coordinata di nodi: non esiste più un punto centrale da difendere, ma un insieme di elementi autonomi che collaborano, verificano, replicano e ricostruiscono il dato in modo cooperativo. Questo permette di ridurre i colli di bottiglia, minimizzare i single point of failure e aumentare l’affidabilità sistemica anche in presenza di fault locali.
Il mercato italiano dell’object storage sta entrando in una fase di crescita strutturale. Le proiezioni di DataCube Research indicano un CAGR del 13,3% tra il 2024 e il 2032, con un valore atteso di 1,84 miliardi di dollari nel 2032. Un ritmo che testimonia come le imprese italiane stiano spostando una parte crescente dei propri asset informativi verso modelli di archiviazione più scalabili, distribuiti e governabili.
Anche in termini di adozione verticale emergono segnali chiari: IT e telecomunicazioni manterranno la leadership tra gli utenti finali, con una quota del 20% nel 2032. Un dato che conferma come i settori più esposti a carichi variabili, flussi continui e modelli digital-first stiano fungendo da traino per l’intero mercato.
Nel complesso, i numeri delineano un contesto in cui l’object storage non è più un’opzione tattica, ma una componente sempre più centrale per sostenere continuità, scalabilità e integrazione dei dati in ecosistemi digitali in rapida evoluzione.
L’espansione dei dati e la distribuzione delle applicazioni su ambienti cloud ibridi e multi-region ridefiniscono le priorità infrastrutturali. La disponibilità è un requisito nativo, così come la capacità di preservare l’integrità informativa e ripristinare rapidamente in caso di fault distribuiti o attacchi cyber. Non si tratta soltanto di dimensionare lo storage, ma di assicurare continuità, verificabilità e tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita del dato, coerentemente con gli obblighi di conservazione e con il quadro normativo europeo. Le organizzazioni devono sapere dove risiedono i dati, chi può accedervi, come vengono protetti e in quale misura sono esposti a giurisdizioni extraterritoriali.
Normativa di riferimento per la sovranità del dato |
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GDPR |
Stabilisce principi di protezione dei dati personali, territorialità e responsabilità sul trattamento, imponendo controllo e tracciabilità delle informazioni. |
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Introduce obblighi più stringenti sulla resilienza operativa e sulla gestione del rischio cyber per infrastrutture critiche e servizi essenziali. |
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Data Governance Act |
Definisce regole per la condivisione sicura dei dati e garantisce che informazioni sensibili siano gestite secondo criteri europei di trasparenza e controllo. |
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Data Act |
Rafforza i diritti di accesso e riuso dei dati, stabilisce criteri di portabilità e riduce i rischi di lock-in nei servizi cloud. |
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DORA – Digital Operational Resilience Act |
Per il settore finanziario, introduce i requisiti di resilienza digitale, supervisione delle terze parti critiche e controllo sulle catene di fornitura ICT. |
In questo scenario, emergono tre dimensioni decisive:
L’object storage risponde a queste esigenze con cifratura end-to-end, modelli multi-region, immutabilità e policy WORM (write once, read many), consentendo di proteggere e distribuire i dati in modo coerente e consistente. L’obiettivo non è archiviare di più, ma archiviare meglio, garantendo integrità, conformità e autonomia operativa in un contesto digitale sempre più complesso e interconnesso.
L’aumento dei volumi informativi e l’intensificazione dei requisiti di compliance spingono le organizzazioni a valutare il cloud non più soltanto per l’ , ma per il grado di controllo sui dati strategici. Gli hyperscaler hanno accelerato l’innovazione, ma non sempre offrono un’evidenza chiara ed esplicita su localizzazione, accesso e implicazioni normative extraterritoriali. Per le realtà regolamentate o data-intensive, è fondamentale identificare chi governa l’infrastruttura e con quali garanzie. Questo ridefinisce i criteri di scelta:
Si consolida così un paradigma più maturo, in cui il cloud non è un luogo indistinto, ma un perimetro di fiducia.
In questo scenario l’object storage diventa un fattore abilitante per le architetture distribuite, interoperabili e allineate ai requisiti europei di sicurezza e sovranità. Workload di log management, pipeline AI/ML sempre più estese e vincoli di data retention regolamentata richiedono visibilità end-to-end nonché verificabilità nativa lungo l’intera catena di gestione del dato.
In questa direzione si colloca la proposta di WIIT con l’European Cloud Vault, l’ambiente cloud sovrano con localizzazione dei dati rigorosamente geo-delimitata all’interno dell’Unione Europea, che consente la custodia e controllo diretto delle informazioni attraverso un’infrastruttura proprietaria e un modello zero-knowledge. Basato sulla tecnologia DS3, l’European Cloud Vault, offre un servizio di object storage progettato per assicurare massima operatività, continuità e aderenza ai requisiti normativi europei.
La piattaforma integra tecnologia europea di distributed storage sviluppata in collaborazione con Cubbit, che consente a WIIT di creare in pochi minuti uno storage a oggetti completamente personalizzabile. Questa sinergia tecnologica garantisce una soluzione 100% europea dall’infrastruttura al software, offrendo alle imprese una reale alternativa agli hyperscaler globali sotto il profilo di controllo, sicurezza e prevedibilità del TCO, con piena sovranità digitale.
Più in dettaglio, European Cloud Vault è uno storage S3-compatible ospitato e governato da WIIT nei propri data center europei. Lo standard S3 – introdotto da Amazon e oggi utilizzato come riferimento de facto per garantire interoperabilità e portabilità – permette alle applicazioni di dialogare con European Cloud Vault senza lock-in tecnologici.
Il network europeo di data center WIIT, ad alta affidabilità |
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| WIIT opera un network proprietario di data center distribuiti in 7 region: 4 in Germania, 1 in Svizzera e 2 in Italia, di cui 3 abilitate con Premium Zone, con la garanzia di alta disponibilità, massimi livelli di resilienza e security by design. Di queste, due ospitano datacenter certificati Tier IV dall’Uptime Institute. | |
Sul piano architetturale, European Cloud Vault basato su tecnologia DS3 cifra i dati alla fonte, li frammenta tramite erasure coding e distribuisce i frammenti su nodi collocati esclusivamente in Europa, eliminando single point of failure e garantendo resilienza nativa.
La durabilità progettata fino a 15 nine (il che significa al 99,9999999999999 per cento) supera gli standard tradizionali dello storage enterprise, mentre la distribuzione intelligente delle repliche e la riduzione della ridondanza fisica contribuiscono a ottimizzare consumi e costi, sostenendo modelli di cloud sostenibile e prevedibile, fondamentale per il governo del TCO.
WIIT European Cloud Vault(object storage sovrano basato su DS3) VS alternative |
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Hyperscalers |
On-Premise |
European Cloud Vault |
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Costi prevedibili (no sorprese egress/API) |
❌ | ✅ | ✅ |
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Risparmio (vs AWS S3) |
– | – | ✅ Fino a -80% |
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Durabilità dati |
11 9s | Single-site | ✅ 15 9s |
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Sovranità UE (no Cloud Act) |
❌ | ✅ | ✅ |
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Compliance (GDPR, NIS2, DORA) |
Dichiarata | Self-managed | Nativa |
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Zero-Knowledge (solo l’azienda ha le chiavi) |
❌ | Gestita | ✅ + BYOK |
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Hot Storage (accesso immediato) |
Costoso (Glacier) | ✅ | ✅ |
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Ransomware protection |
Parziale | Limitata | ✅ 2× Protection |
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Scalabilità (TB → PB) |
✅ | Limitata (HW) | ✅ |
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Lock-in risk |
Alto | Hardware | ✅ Zero (S3) |
In sintesi, la capacità di orientare i dati verso l’infrastruttura più adeguata a requisiti di protezione, controllo e continuità è indice di maturità digitale. Con European Cloud Vault, WIIT consente di adottare questa logica, offrendo elasticità, riservatezza, conformità e sicurezza avanzata attraverso un’architettura progettata per il tessuto industriale europeo e per le sue esigenze normative.