Categorie: Cloud

Qual è il rapporto tra le PMI e il Cloud? In che modo le piccole e medie imprese italiane stanno sfruttando la possibilità di accedere a risorse IT aggiuntive e di esternalizzare i processi più onerosi relativi al calcolo computazionale e allo storage? Rispondere a queste domande significa comprendere quale sia l'effettiva propensione del Paese all'innovazione. Le organizzazioni di medie e piccole dimensioni sono, come tutti sanno, la spina dorsale dell'economia tricolore: vessillo dell'eccellenza e della specializzazione anche in settori estremamente delicati - come quello metalmeccanico - riescono da sempre non solo a sopravvivere, ma anche a prosperare nello scenario competitivo internazionale grazie a snellezza e intraprendenza. Uno slancio che deve essere rafforzato facendo leva sull'agilità delle soluzioni digitali. Il Cloud è la cartina di tornasole sullo stato di avanzamento di questa evoluzione proprio perché le PMI, parlando in generale, non possono permettersi pesanti immobilizzazioni in architetture e infrastrutture, né hanno convenienza a investire in licenze per software standard, necessitando il più delle volte di soluzioni personalizzate.  I modelli SaaS (Software as a Service) e IaaS (Infrastructure as a Service) basati su meccanismi pay-per-use rispondono invece perfettamente alle esigenze di flessibilità delle PMI; e, allo stesso tempo, permettono loro di accedere a strumenti sicuri, aggiornati, pronti per essere messi in produzione a seconda dei progetti che devono essere intrapresi, offrendo il giusto punto di equilibrio tra standardizzazione e personalizzazione degli applicativi.

 

Cresce la domanda di servizi Cloud da parte delle PMI italiane

Veniagrafico 3mo dunque ai numeri: nell'edizione 2018 dell'annuale ricerca dedicata al mercato italiano della Nuvola, l'Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano ha rilevato che il 74% delle PMI riconosce nel Cloud una tecnologia abilitante per introdurre innovazione in azienda. Il 60% delle organizzazioni che ha già adottato servizi di questo tipo dichiara che l'approccio on demand basato sull'esternalizzazione di alcuni servizi IT ha avuto un impatto migliorativo sulle  grafico 1performance del business. Il trend rispecchia d'altra parte un fenomeno che si sta consolidando sempre più a livello enterprise: l’82% delle aziende medio-grandi infatti ha già attivato almeno un servizio in Public Cloud, e nel 23% dei casi si tratta di implementazioni su processi core. Già nel 2017, comunque, la domanda delle piccole e aveva generato un giro d’affari del 36% superiore all'anno precedente, raggiungendo una quota di mercato del 11%. Sempre nel 2017, la percentuale di adozione delle piccole imprese è passata dal 21 al 35%, quella delle medie imprese dal 29 al 52%, con le micro imprese, per la prima volta censite, attestatesi a un tasso di adozione del 26%.

 

 

Opportunità e complessità: in che modo le PMI sfruttano l'approccio as-a-service

Tra gli ambiti applicativi, sono sicuramente rilevanti quelli che fanno capo al settore manifatturiero. Stando infatti al report “Industria 4.0: siamo pronti?” stilato da Deloitte, il Cloud è una delle tecnologie strategiche (51%) per lo sviluppo di soluzioni Smart manufacturing, insieme a Mobile (64%) e Robotica (29%). Per comprendere ancora più a fondo la relazione tra PMI e Cloud, si può citare anche una ricerca pubblicata da Kaspersky Lab nel corso del 2018. Secondo lo specialista della sicurezza informatica, il 63% delle organizzazioni con meno di 250 dipendenti utilizza una o più applicazioni aziendali in modalità as-a-service. Metà delle aziende con meno di 50 dipendenti e il 40% delle medie imprese (da 50 a 249 dipendenti) fanno affidamento su collaboratori che lavorano quotidianamente in mobilità e che per questo accedono a dati e applicazioni da remoto e, quindi, sfruttando il Cloud. I risultati dell'indagine corroborano l'analisi dell'Osservatorio del Politecnico: il 73% delle medie imprese e il 56% delle piccole imprese hanno introdotto almeno un servizio gestito sulla Nuvola. Kaspersky Lab fa però notare che il dato non va letto necessariamente solo in senso positivo: c'è un elemento d’attenzione che riguarda la complessità dell'integrazione tra i vari sistemi, e non a caso il 66% delle medie aziende dichiara di avere difficoltà a gestire le infrastrutture IT eterogenee. Per ottenere i livelli di controllo e visibilità richiesti nel momento in cui si accede a infrastrutture ibride è dunque fondamentale poter contare su partner capaci di orchestrare migrazione e gestione delle applicazioni.  

 

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