Categorie: Cloud Intelligenza Artificiale

In che modo il cloud abilita il business? I progetti di Internet of Things e artificial intelligence sono attualmente i principali motori propulsori del business moderno, che permettono di recuperare efficienza ma soprattutto di innovare l’offerta. In questo contesto, il cloud diventa l’infrastruttura sottostante e l’elemento imprescindibile per attivare le nuove applicazioni.

I sistemi IoT e le soluzioni di Ai necessitano infatti di potenza computazionale e capacità di storage elevate al fine di eseguire correttamente le procedure di data management e analytics. Solo la flessibilità delle infrastrutture cloud permette la fruizione delle risorse adeguate, con la garanzia di manutenzione costante e deployment rapido in caso di necessità.

 

Cloud business: le opportunità per le aziende con IoT e Ai

Ma perché l’Internet delle Cose e l’intelligenza artificiale stanno calamitando così tanto l’attenzione e i budget informatici delle imprese?

La risposta è semplice: perché aprono infinite opportunità per migliorare i business model e generare nuovi ricavi.

I dati raccolti dai sensori intelligenti convergono nel cloud dove vengono incrociati con altre informazioni multisource (provenienti da social media, sistemi gestionali, mobile app, siti Internet) e quindi elaborati per restituire gli insights utili ai processi aziendali.

Grazie alle funzionalità IoT e alle evidenze analitiche è possibile attivare un numero pressoché infinito di applicazioni. Ad esempio, la manutenzione predittiva che permette di intercettare guasti imminenti sui dispositivi e intervenire tempestivamente oppure la servitizzazione dei prodotti (l’associazione degli smart devices a un corollario di servizi digitali) che permette di ampliare la conoscenza del cliente e la qualità del portafoglio.

I vantaggi per le aziende sono evidenti: maggiore efficienza e continuità operativa, decisioni data driven, differenziazione dell’offerta, customer satisfaction, fidelizzazione, aumento dei profitti.

Le opportunità si ampliano con l’utilizzo sempre più intensivo dell’intelligenza artificiale, che massimizza le potenzialità degli analytics per garantire nuovi traguardi di automazione e funzionalità prescrittive. Le macchine insomma saranno in grado di prendere decisioni in tempo reale secondo logiche che emulano il comportamento umano, aumentando la capacità di risposta delle aziende alle sollecitazioni del mercato.

Grazie all’artificial intelligence è possibile ad esempio: attivare meccanismi di raccomandazione sulle piattaforme di ecommerce; automatizzare la regolazione dei macchinari industriali in base agli input ricevuti; sviluppare chatbot e assistenti virtuali.

 

Il cloud come premessa indispensabile

Le tecnologie IoT e Ai sono quindi leve competitive imprescindibili per affrontare con successo le attuali sfide di velocità, flessibilità e innovazione del business.

La nuvola rappresenta il layer fondamentale che sottende alle applicazioni intelligenti e abilita il ventaglio di opportunità per ottimizzare i processi e ridisegnare i business model.

Il cloud offre le capacità di calcolo e storage per ospitare e gestire qualsiasi tipo di workload analitico senza obbligare le aziende a onerosi investimenti infrastrutturali.

Il provider si prende carico dell’aggiornamento e della manutenzione dei sistemi, garantendo sicurezza, continuità operativa e performance secondo gli accordi definiti all’interno dei Service level agreements. Il team IT aziendale, dispensato dalle mansioni prettamente operative, sarà quindi libero di dedicarsi alle attività core, supportando con maggiore proattività le richieste del business.

I vantaggi del cloud risiedono nel modello as-a-service che da un lato permette di accedere rapidamente a risorse e servizi di gestione delle tecnologie ad alte performance e sicurezza, dall’altra permette di evitare di investire in conto capitale (Capex) su aree non Core business e passare invece a costi operativi (Opex). Gli asset IT vengono fruiti come servizio e pagati in base al consumo effettivo, eliminando gli sprechi e con la possibilità di richiamare risorse aggiuntive e competenze qualora necessario.

 

L’urgenza di migrare sulla nuvola

La flessibilità del paradigma cloud si sposa con le dinamiche di business sempre più veloci, imprevedibili e soggette a continue variazioni.

Per ottenere un livello adeguato di agilità e accelerare il deployment delle iniziative digitali, le aziende ricorreranno in maniera sempre maggiore alle soluzioni as-a-service.

Secondo il Politecnico di Milano, nel 2018 il mercato italiano del cloud ha raggiunto la cifra di 2,34 miliardi di euro, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente.

La migrazione all’as-a-service sta diventando una via obbligata, ma per essere proficua va sostenuta da scelte ben ponderate.

Innanzitutto riguardo ai diversi modelli di outsourcing: si può infatti optare per le soluzioni ibride (che integrano sistemi in locale e servizi da remoto), gli hosted private cloud (che offrono uno spazio dedicato nel data center del provider) oppure le nuvole pubbliche, che ospitano le applicazioni dei clienti in ambienti condivisi. La decisione dipende da diversi fattori come la criticità dei workload, i vincoli del legacy, la presenza di picchi, i requisiti di sicurezza e disponibilità.

Anche la partner selection deve essere oculata, privilegiando i fornitori che rispettano precisi criteri di affidabilità e competenza. La scelta deve ricadere infatti su provider di comprovata esperienza e proprietari diretti degli asset tecnologici, in grado di assicurare elevate misure di sicurezza fisica, logica e informatica. Solo con la partnership giusta le aziende potranno disporre degli strumenti necessari per implementare le applicazioni di Internet Of Things e artificial intelligence, migliorando processi e profitti.

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