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title: "Sviluppo software: come scegliere il cloud per gli applicativi SaaS​"
description: "Prestazioni, resilienza e servizi dedicati allo sviluppo software: ecco come scegliere il cloud provider ideale per gli applicativi SaaS"
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[WIIT - Magazine](https://magazine.wiit.cloud)

# [Sviluppo software: come scegliere il cloud per gli applicativi SaaS​](https://magazine.wiit.cloud/sviluppo-software-come-scegliere-il-cloud-per-gli-applicativi-saas)

 Scritto da [WIIT](https://magazine.wiit.cloud/author/wiit) | Oct 19, 2022

Perché la corretta selezione del modello cloud e del relativo provider è fondamentale per imprese e professionisti che si occupano di sviluppo software?

A prescindere dalla dimensione aziendale e dalla industry di riferimento, oggi **buona parte dell’operatività aziendale si basa su servizi SaaS** (Software as-a-service): dall’ERP al CRM, dalle piattaforme di collaboration ai contact center, molti processi aziendali (anche *mission-critical*) vengono gestiti con software erogati da infrastrutture cloud. L’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, esaminando i dati del 2021, registra una **crescita dei servizi SaaS del 13%** e un valore complessivo molto rilevante, pari a 1,1 miliardi di euro.  

 

## Il ruolo e il valore del cloud per lo sviluppo software 

Le imprese sono disponibili ad affidare i propri processi, anche quelli critici, ad applicativi SaaS. Le aziende che li sviluppano sono tenute a proporre ai clienti non solo software di qualità allineato con le loro esigenze di business, ma anche in grado di sfruttare **tutti i benefici che le aziende si aspettano dal cloud**: uptime continuo, prestazioni di alto livello a prescindere dalla quantità di utenti, massima sicurezza, aggiornamenti costanti e **un approccio orientato all’evoluzione continua**.   
Per tutti questi motivi, sono nate nel corso del tempo delle metodologie e degli approcci di sviluppo software finalizzati proprio a **sfruttare appieno le caratteristiche infrastrutturali e tecnologiche del cloud** (cloud native).    

Le imprese che sviluppano – per sé o per proporle sul mercato – soluzioni SaaS possono erogarle attraverso le proprie **infrastrutture** oppure **avvalersi di quelle di un cloud provider**: il primo caso è riservato a grandi aziende che possono farsi carico, in termini di investimenti e di competenze, di tutta la complessità tecnica legata a una gestione infrastrutturale **in grado di garantire scalabilità ed elevati livelli di servizio**.  

In alternativa, questi player possono sviluppare il software su una piattaforma tecnologica (cloud) di proprietà di un provider, che di conseguenza diventa responsabile dei servizi disponibili e delle performance della piattaforma stessa. In tale caso, ovviamente, **la scelta del cloud provider diventa fondamentale per il successo del proprio business**. 

 

## Cloud pubblico, la destinazione tipica degli applicativi SaaS 

Il primo aspetto che una software house deve valutare è “quale” cloud adottare per gli [applicativi SaaS](https://magazine.wiit.cloud/guida-alla-cloud-security-architetture-secure-by-design?hsLang=it) che proporrà sul mercato. L’ipotesi più comune, cui buona parte delle imprese di sviluppo software si rivolge, è il cloud pubblico, quello dei grandi hyperscaler come Amazon, Google, Microsoft e IBM.  

L’identificazione del cloud con la sua componente pubblica è ancora molto forte e alcuni benefici sono indubbi: **il cloud pubblico può vantare una scalabilità straordinaria**, e ciò rappresenta un elemento critico di successo per chi sviluppa, pubblica e distribuisce software. Affidarsi al cloud pubblico dà modo di azzerare gli investimenti in hardware e delegare al cloud provider la gestione dell’infrastruttura, con un legame definito da accordi sui livelli di servizio (SLA). Affidare le proprie applicazioni al cloud pubblico significa poter **garantire ai clienti/utenti finali ampia disponibilità e ottime prestazioni**, a patto di contare su competenze gestionali dedicate: se è vero che la parte infrastrutturale è responsabilità del provider, **tutte le configurazioni sono a carico del cliente che sviluppa e distribuisce il software**.  

Gli hyperscaler, inoltre, forniscono ai propri clienti non soltanto risorse infrastrutturali (IaaS), ma una vera e propria [**piattaforma di servizi cloud (PaaS)**](https://magazine.wiit.cloud/platform-as-a-service-perch%C3%A9-lindustria-ne-ha-bisogno-dai-dati-alla-business-continuity?hsLang=it) **dedicati allo sviluppo di software moderno**, basato cioè su architetture a microservizi e container nonché su approcci *agile* come DevOps. 

Infine, ma non per importanza, utilizzare il cloud pubblico per lo sviluppo software richiede attente considerazioni sui costi. Salvo accordi specifici o promozioni, **i servizi di cloud pubblico vengono erogati in modalità as-a-service**: in termini pratici, la tariffazione è proporzionale al consumo delle risorse e dei servizi stessi. Nonostante la semplicità del principio, il tema dei costi dei cloud è molto complesso poiché vi è estrema granularità **nelle voci e nei parametri che determinano la tariffa** da corrispondere periodicamente. Il cliente del provider – in questo caso, la software house – ha quindi più difficoltà nel prevedere il costo del prodotto rispetto ai modelli tradizionali.  

 

## Il rapporto tra SaaS, cloud privato e ibrido 

Le imprese che sviluppano software moderno (cloud-native) non necessariamente si devono avvalere dei servizi di cloud pubblico, o “*soltanto*” del cloud pubblico. Possono infatti realizzare **un cloud privato (interno) dedicato a sé e ai propri clienti**, oppure adottare sempre il paradigma privato ma attraverso un’infrastruttura realizzata e gestita da un provider esterno. In quest’ultimo caso, si parla d**i** [**hosted private cloud**](https://magazine.wiit.cloud/perch%C3%A9-conviene-lhosted-private-cloud-per-costi-e-sicurezza?hsLang=it). Infine, il modello più evoluto, performante e complesso è l**’**[**hybrid (multi)cloud**](https://magazine.wiit.cloud/cloud-ibrido-come-usarlo-per-la-tua-azienda?hsLang=it), che si manifesta in una **sinergia tra componenti private e pubbliche e tra cloud di provider diversi**. 

A prescindere dalla soluzione ideale per la software house, che dipende dai requisiti e dalle esigenze dei clienti, in generale la soluzione privata offre una scalabilità – e quindi una flessibilità – inferiore rispetto alla declinazione pubblica, ma anche **un controllo del dato pressoché totale**, cosa che rende questi modelli (così come quelli ibridi) ideali per applicativi dedicati a settori soggetti a regolamentazione stringente (es. [pharma](https://www.google.com/url?q=https://magazine.wiit.cloud/cloud-pharma-perch%25C3%25A9-vince-il-modello-ibrido-per-il-farmaceutico&sa=D&source=editors&ust=1661179775703599&usg=AOvVaw1TxZJopfTyGpyTZcdeKm69), finance, [healthcare](https://www.google.com/url?q=https://magazine.wiit.cloud/data-center-in-cloud-per-la-cybersicurezza-dellhealth&sa=D&source=editors&ust=1661179816061303&usg=AOvVaw19HzCM8NMWoaSWN3f3_Sfq)…).  

 

## Sviluppo software e il ruolo del cloud provider 

Se l’infrastruttura non è completamente interna, **la sua gestione ricade in tutto o in parte sul provider, la cui scelta è determinante** **ai fini delle prestazioni del software** e, di conseguenza, del successo del business.  

Tale valutazione dipende dalle **capacità prestazionali dell’infrastruttura del provider**, dalla resilienza che può garantire e, cosa tutt’altro che secondaria, **dai servizi (gestiti) che essa offre agli sviluppatori.** Le metodologie di sviluppo cloud-native portano svariati benefici alle aziende, ma non si può negare un incremento di complessità rispetto alle metodologie passate: per questo, è un preciso onere dei cloud provider (pubblici o meno) fornire – all’interno delle proprie piattaforme PaaS – **servizi e strumenti che semplifichino i processi di sviluppo** e di gestione del ciclo di vita del software. Anche di questo va tenuto conto.  

 

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