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title: "Evitare il cloud lock-in: cosa negoziare con i partner"
description: "Scegliere il fornitore giusto: ecco come conviene agire sul fronte interno e su quello esterno per minimizzare il rischio di cloud lock-in"
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[WIIT - Magazine](https://magazine.wiit.cloud)

# [Evitare il cloud lock-in: cosa negoziare con i partner](https://magazine.wiit.cloud/evitare-il-cloud-lock-in-cosa-negoziare-con-i-partner)

 Scritto da [WIIT](https://magazine.wiit.cloud/author/wiit) | Jun 14, 2023

Come evitare il cloud lock-in costruendo con il proprio fornitore di servizi IT on demand un rapporto basato sulla fiducia e sulla flessibilità? Si tratta innanzitutto di avere ben chiare quali sono le esigenze dell'organizzazione sul piano tecnologico, e definire una strategia (anche sul fronte interno) che andrà poi tradotta in una serie di **condizioni da negoziare** con il partner nel momento in cui si stipula il contratto.

## Cos'è, in generale, il vendor lock-in e perché è da temere?

In generale, il vendor lock-in è definito come uno scenario in cui un'organizzazione è costretta a continuare a utilizzare il prodotto o il servizio di un determinato provider e non è in grado di cambiare fornitura a causa dei costi accessori, della complessità o della durata di una ipotetica migrazione. Le aziende risultano così bloccate e sono letteralmente **costrette a continuare a utilizzare un prodotto o un servizio inadatto o sottoperformante a causa di vincoli finanziari, clausole contrattuali, difficoltà tecniche o potenziali interruzioni di processi cruciali**.

Una situazione che, quando si parla più nello specifico di cloud lock-in, può potenzialmente perdurare per anni, implicando da una parte una vasta gamma di **problemi in termini di operatività e scalabilità**, dall'altra comportando l'**impossibilità di trasferire dati e applicazioni** di livello strategico senza incorrere in [costi significativi](https://magazine.wiit.cloud/costi-cloud-come-prevederli-e-ridurli-davvero?hsLang=it). Ecco perché è meglio fare chiarezza e provare a evitarla fin dal giorno zero.

Un recente sondaggio di Bain & Company, del resto, ha rilevato che due terzi dei CIO affermano di preferire l'utilizzo di servizi di diversi fornitori per evitare il cloud lock-in. Tuttavia, **il 71% si affida ancora a un solo cloud provider**. **Il restante 29%** che riesce a mettere in atto una strategia multivendor **spende in media il 95% del proprio budget cloud con un solo fornitore**, creando di fatto un lock-in.

Parte del problema, inutile negarlo, è legato alle **competenze interne**: i talenti ingegneristici tendono a specializzarsi su uno o sull'altro servizio cloud, creando ulteriori ostacoli alla collaborazione con più fornitori.

## La strategia per evitare il cloud lock-in

Il modo migliore per evitare il cloud lock-in - potrebbe sembrare banale dirlo - è scegliere il servizio e il partner in modo oculato. Cosa vuol dire esattamente? Dopo aver effettuato un assessment approfondito sul proprio ecosistema IT, occorre raccogliere le informazioni ricavate dalle sessioni di analisi e confrontarle con le offerte disponibili sul mercato. Bisogna leggere con attenzione le clausole di ogni fornitore e, se necessario, chiedere direttamente come viene facilitato lo spostamento dei dataset dall'archivio messo a disposizione verso ambienti cloud di altri provider. Verificando, in altre parole, la possibilità di **gestire architetture multi-cloud** con strumenti e servizi ad hoc per la migrazione di grandi volumi di dati e dando la precedenza ai fornitori che, specie in quest'ottica, si sono impegnati a supportare gli standard di settore emergenti.

È necessario dunque agire su **due fronti**:

- quello interno, scegliendo oculatamente **cosa e come migrare sul cloud**,
- quello esterno, instaurando una **relazione trasparente e paritaria con il partner**.

Vediamo più nel concreto **cosa conviene fare per minimizzare il rischio di cloud lock-in** agendo su entrambi i versanti.

## Cloud lock-in: agire sul fronte interno

Fare leva su **applicazioni portabili**, in grado cioè di funzionare su un'ampia varietà di sistemi operativi e piattaforme senza richiedere grandi modifiche strutturali del codice sottostante, può essere estremamente vantaggioso per le aziende che vogliono evitare il cloud lock-in. Grazie all'elevata standardizzazione delle loro componenti, le applicazioni portabili **semplificano notevolmente il trasferimento dei dati e delle informazioni storiche dell'organizzazione verso i servizi di storage di altri fornitori**. Ecco perché conviene **ridurre al minimo la dipendenza da soluzioni custom e da applicazioni proprietarie di terze parti**, spesso troppo vincolate agli ambienti per cui sono state prodotte.

Come accennato, il cloud lock-in può determinarsi anche in funzione delle conoscenze, delle **competenze** e delle **specializzazioni dei team IT** interni, oltre che della **user experience a cui sono abituati i dipendenti**. Se l'azienda decide di cambiare fornitore, la familiarità che i collaboratori hanno con le soluzioni attualmente in uso può causare difficoltà nella transizione e nella migrazione a nuove piattaforme. Ciò significa non solo dedicare tempo e risorse per **formare e aggiornare le persone**, ma anche affrontare la (normale) resistenza degli utenti all'adozione di nuovi strumenti tecnologici, provando a stimolare la **cultura dell'innovazione**.

## Cloud lock-in: come comportarsi con i partner

Passando al momento della verità, quello della scelta del partner, per evitare un potenziale scenario di cloud lock-in è innanzitutto necessario, prima di firmare un contratto di servizio o di licenza, **sviluppare una [exit strategy](https://magazine.wiit.cloud/costo-data-center-perche-conviene-l-outsourcing?hsLang=it) adeguata**. Serve **un piano chiaramente definito in grado di garantire che i fornitori che supportano i processi e le operazioni aziendali chiave possano essere sostituiti o replicati** in modo efficiente ed efficace senza causare interruzioni significative. Si tratta di un aspetto estremamente importante, perché i provider potrebbero diventare poco collaborativi una volta appreso che l'azienda intende smettere di utilizzare i loro prodotti o servizi. Una exit strategy definita in modo completo e olistico può contribuire ad alleviare la pressione del vendor in una fase molto delicata, garantendo che la migrazione a un nuovo fornitore avvenga nel modo più semplice possibile.

Quando si stipula un accordo con un fornitore è d'altra parte fondamentale concentrarsi sul **mantenimento della data governance**. I dati più sensibili, come le informazioni sui clienti, possono per esempio essere protetti archiviandoli in un **cloud privato o in un [data center](https://magazine.wiit.cloud/costo-data-center-perche-conviene-l-outsourcing?hsLang=it) on-premise**. Le aziende possono mantenere la governance dei dati scegliendo **un formato standardizzato per la loro archiviazione** ed evitando formati proprietari che potrebbero potenzialmente portare a uno scenario di lock-in. Se l'azienda continua a memorizzare più dati presso un unico fornitore in numerosi formati diversi, i costi e i tempi associati alla migrazione dei dati potrebbero aumentare.

Si può infine ricorrere a una **strategia multi-cloud**, prevedendo per esempio l'utilizzo di due o più fornitori e mantenendo la **possibilità di spostare il carico di lavoro dell'organizzazione da una piattaforma all'altra quando necessario**. Sebbene una strategia multi-cloud richieda ulteriori misure di protezione per ottimizzare il livello di rischio, le [prestazioni](https://magazine.wiit.cloud/cloud-performance-e-applicazioni-critiche-i-3-elementi-decisivi?hsLang=it) e i costi, può essere un metodo estremamente efficace per evitare il cloud lock-in. La chiave del successo di una strategia multi-cloud consiste infatti nel **garantire che i dati e le applicazioni dell'organizzazione siano trasportabili e compatibili tra diverse soluzioni** e in differenti condizioni operative, con l'opportunità, inoltre, di scegliere il fornitore più adatto (e conveniente) per ciascun carico di lavoro.

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